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Le
obbligazioni a
tasso variabile hanno cedole che
variano in base hai tassi d'interesse. Con l'aumentare
dei tassi d'interesse aumenta la cedola, col diminuire
dei tassi d'interesse viceversa. Se ad esempio prendiamo
in considerazione una obbligazione che paga il tasso euribor -0,4%. Ogni anno avremo una cedola pari al tasso
euribor meno lo 0,4%. Quindi più il tasso euribor
aumenta e più aumenterà il nostro guadagno e viceversa.
Titoli
di stato a
tasso variabile, i
CCT:
I
Certificati di credito del Tesoro (CCT) sono titoli a medio-lungo termine emessi dal Tesoro al fine di
finanziare il debito pubblico allungando nel contempo la
scadenza media. Sono titoli di credito al portatore
(emessi dalla Tesoreria centrale o dalle sezioni di
Tesoreria) o all'ordine (emessi dalla direzione generale
del Tesoro), con rendimento a tasso variabile.
L'emissione
L'emissioni dei
CCT devono essere effettuate in
osservanza del limite annualmente stabilito nella legge
di approvazione del bilancio di previsione dello Stato
per ogni anno finanziario.
S'intende
per rendimento quello lordo calcolato in regime di
capitalizzazione semplice riferita all'anno solare e
quindi ai giorni effettivi.
I
CCT
possono essere sottoscritti per l'importo minimo di
1000€ e gli importi sottoscritti sono rappresentati da
iscrizioni contabili a favore degli aventi diritto.
Il
collocamento dei
CCT può essere effettuato nei
confronti degli intermediari autorizzati dalla normativa
vigente (banche, ente Poste Italiane, SIM, SGR...).
L'asta marginale
L'assegnazione dei
CCT è effettuata a un prezzo unico
pari al minimo accolto. Se le richieste alla Banca
d'Italia superano l'offerta di titoli si utilizza il
criterio del riparto, si assegnano cioè i titoli nella
stessa proporzione che hanno le singole richieste
rispetto al loro complessivo ammontare. Il ministero del
tesoro, qualora lo ritenga opportuno, sempre nel caso in
cui le richieste superino le offerte, può provvedere ad
allargare la quantità di titoli da collocare.
Altre
Informazioni:
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