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Entrare in
un fondo comune è semplice: basta rivolgersi allo
sportello di una banca o a un promotore finanziario e
fare un versamento. Unico limite: L'investimento deve
essere almeno pari a una cifra minima, prevista dal
regolamento di ogni singolo fondo. Questa cifra è
solitamente molto modesta, anche solo 500 € ed è per
questo che i
fondi comuni sono adatti a qualsiasi tipo
di clientela, anche molto popolare.
Ma che
cosa si compra, concretamente, entrando in un fondo? SI
compra o,meglio, si sottoscrive un certo numero di quote
del fondo. La quota è l'unità di misura del fondo. Il
patrimonio del fondo è suddiviso in tante quote uguale,
ognuna con lo stesso valore e rappresentativa
dell'andamento di tutti gli investimenti del fondo
stesso.
Il numero
di quote che vengono sottoscritte dal singolo
risparmiatore dipende dalla cifra che ha deciso di
investire e dal valore della quota del fondo scelto.
Tutti i
clienti di un
fondo comune sono uguali dal punto di
vista qualitativo: ogni quota da diritto di partecipare
alla stessa percentuale di rendimento (o perdite).
Per
controllare quante quote ha comprato, un risparmiatore
può leggere il valore della quota del suo fondo sulle
pagine finanziarie di un quotidiano, nel giorno in cui
il versamento è effettivamente pervenuto alla società di
gestione.
Possono
quindi passare alcuni giorni da quanto il risparmiatore
da il via al proprio investimento in un fondo comune
fino a quanto gli vengono attribuite le quote dello
stesso fondo. Questo dipende dalla velocità con cui
viaggiano i soldi, ma anche dalla buona organizzazione
della società di gestione e della suq rete di vendita.
Piani
di accumulo del capitale,
PAC
Una
strategia di investimento in
fondi è quella del
PAC,
cioè l'entrata nei fondi a piccoli passi. Due le molle
per imboccare questa strada: non avere subito a
disposizione un capitale cospicuo da impiegare, ma
sapere di poterlo accumulare nel tempo; aver capito che
tanti piccoli versamenti, invece di uno solo grande,
possono essere convenienti per mediare il prezzo di
acquisto.
Il
PAC è
un modo di sottoscrivere un fondo comune, impegnandosi a
versare una certa cifra con una certa periodicità per un
certo numero di anni.
Si può
sottoscrivere un PAC, per esempio, da 500 € al mese per
dieci anni: alla fine saranno versati nelle casse del
fondo 30 000 €. Con quale risultato? Dipende ovviamente
da quanto è stato bravo nei dieci anni il gestore del
fondo. Ma il rendimento globale ottenuto può essere
anche molto migliore di quello che si sarebbe raggiunto
investendo tutti i 30 000 € subito. Se per esempio il
versamento in un'unica soluzione in un prodotto
azionario fosse avvenuto in una fase di supervalutazione
delle azioni, anche le quote del fondo sarebbero state
comprate a caro prezzo, compromettendo così l'intero
investimento.
Se invece
in quella stessa data il primo investimento fosse stato
di 500 €, allora solo le quote corrispondenti a quella
cifra vengono sottoscritte a caro prezzo e ogni
versamento successivo avverrà a prezzi diversi, più o
meno convenienti.
Il
PAC è
anche un mezzo comodo per accumulare risparmio. Per
avviarlo è consigliabile dare alla proprio banca un
ordine di bonifico permanente a favore della società di
gestione del fondo prescelto: automaticamente, ogni
mese, la rata del PAC verrà trasferita nelle casse del
fondo.
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