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Edwars osserva che:
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Molto spesso, in un doppio massimo il secondo
massimo si ha su un livello appena superiore al primo e
non il contrario, qui entrano in gioco i filtri
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In un doppio minimo si presentano spesso attività
praticamente insignificanti sul secondo minimo che tende
a essere abbastanza rotondo, mentre il secondo massimo
di un doppio massimo si presenta abbastanza attivo e
appuntito. Il rally che segue al secondo minimo in un
double bottom è normalmente accompagnato da un
incremento dei volumi..
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Nel doppio minimo si usa pensare al secondo
minimo come un test, come se il grafico volesse
accertarsi del fatto che la linea orizzontale di
supporto appena stabilita dal primo minimo è
effettivamente tale. Edwards pensa che questo test non
possa considerarsi riuscito finche il grafico non è
passato (su volumi crescenti) al di sopra del massimo
intermedio che separa i due minimi.
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Per quanto riguarda i tripli massimi Edwards
sostiene che i vertici non debbano essere
necessariamente molto distanziati e sul terzo massimo si
può prendere profitto e non aspettare la rottura del
minore tra i minimi per diventare bearish. Avviene
quando sul terzo massimo i volumi crollano e poi
aumentano accelerando sulla correzione che ne segue.
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I tripli minimi sono tripli massimi al
contrario, ma qui è meglio evitare di intervenire
prematuramente, si interviene solo quando il prezzo sale
al di sopra del più alto dei massimi che separano i tre
minimi e se questo avviene su volumi crescenti.
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